Dente Incluso: Prevenire e Rimediare a un'Inclusione Dentale
Cosa si intende per inclusione dentale? Quali ne sono le cause e le ripercussioni? Come rilevarla e trattarla in modo efficace? Spiegazioni.
Cos'è l'inclusione dentale?
Un dente incluso è un dente definitivo che non riesce a uscire e che resta «rinchiuso» nell'osso della mandibola, sotto la gengiva. L'inclusione dentale è al tempo stesso poco comune e frequente: non tutti i denti sono effettivamente esposti allo stesso modo a questa anomalia.
Le osservazioni cliniche mostrano senza ambiguità che i denti del giudizio sono i più colpiti da questo fenomeno; capita anche che i canini superiori siano interessati. Infine, questa affezione può anche riguardare gli incisivi, ma i casi restano molto rari: meno dell'1 % delle diagnosi poste, contro fino al 15 % della popolazione per i denti del giudizio.
Cause multiple per uno stesso problema
Diversi fattori possono essere addotti per spiegare l'origine di un'inclusione dentale.
Può derivare da un cattivo allineamento dei denti, responsabile di una mancanza di spazio che impedisce al dente di uscire e lo mantiene incluso, oppure dalla presenza di una cisti o di un'anchilosi del germe dentale. Per quest'ultima situazione, l'anchilosi è caratterizzata dalla distruzione del legamento parodontale per effetto di un ponte osseo: la radice si trova allora saldata in un sol blocco all'osso alveolare.
Inoltre, alcune inclusioni dentali si spiegano con la presenza di denti soprannumerari: questi denti in eccesso si incontrano più spesso nella dentizione definitiva che in quella temporanea (denti da latte).
Anche se gli incisivi sono poco interessati dall'inclusione, vale la pena, a questo punto, soffermarsi sul dente soprannumerario più comunemente identificato: il mesiodens. Si tratta di un dente aggiuntivo localizzato tra i due incisivi centrali della mandibola superiore (mascellare).
- Quando è incluso tra le radici dei due incisivi, può provocare un'eruzione tardiva o una malposizione di questi 2 incisivi.
- In altri casi, è uscito sull'arcata e può impedire l'uscita di un incisivo superiore o deviarne la traiettoria normale.
Dal punto di vista delle cause ad effetti, il mesiodens resta a oggi inspiegato. L'ipotesi attualmente privilegiata evoca la lamina (tessuto generatore dei denti), che prolungherebbe anormalmente la sua attività nella volta palatina, da cui la comparsa di questi denti aggiuntivi.
Infine, bisogna sapere che un urto subito in passato da un dente da latte (che ha comportato al passaggio un danno del germe dentale) può spiegare un'inclusione. La rottura della dinamica eruttiva (uscita normale della dentizione definitiva) ne è allora la conseguenza diretta e costituisce, in quanto tale, un'anomalia seria.
Prevenire è meglio che curare
Un'eventuale inclusione dentale sarà rilevata grazie a una radiografia panoramica, che si raccomanda di far eseguire nel bambino tra i 6 e i 12 anni. Se una presa in carico da parte del sistema sanitario si rivela necessaria, è meglio anticipare: il rimborso integrale delle cure non è più possibile oltre i 16 anni del bambino. Il trattamento varierà a seconda della forma del dente incluso e della causa dell'inclusione.
Saranno necessarie cure ortodontiche per creare lo spazio indispensabile all'uscita del dente incluso, permettendogli di erompere in modo naturale o chirurgico (esposizione e successiva trazione del dente incluso).
Ricordiamo che un'inclusione dentale richiede una presa in carico specifica: è quindi consigliato avvicinarsi al più presto al vostro dentista a Cannes per conoscere la procedura da seguire.