La Perdita Ossea: Cause, Conseguenze e Trattamento

La Perdita Ossea: Cause, Conseguenze e Trattamento

Pubblicato il 19 maggio 2026
Aggiornato il 19 maggio 2026
Tempo di lettura: 5 min
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Tra le affezioni che possono colpire la mandibola, la perdita ossea non va assolutamente sottovalutata. Questa diminuzione della densità ossea si traduce in una degradazione dell'osso peri-radicolare (tessuto situato attorno alla radice del dente).

Le diverse cause possibili

Si distinguono due cause principali in materia di perdita ossea: le malattie parodontali e l'invecchiamento. La perdita ossea fa infatti spesso seguito a un'affezione parodontale che non è stata curata o che non ha beneficiato di una presa in carico adeguata. La gengivite come la parodontite possono degradare la massa ossea, a partire dall'osso alveolare (osso che circonda la radice dentale). Questo perde allora densità e non riesce più a mantenere il dente in posizione. Queste patologie possono inoltre generare ferite e ascessi che, se non curati, contribuiscono a loro volta alla degradazione ossea.

Anche cause naturali meritano attenzione quando si parla di perdita ossea. L'invecchiamento partecipa al calo della densità dell'osso, a una diminuzione della fermezza delle gengive, a un indebolimento del loro attacco all'osso e al dente, e quindi a una stabilità dentale ridotta. L'apporto di fluoro e di calcio è indispensabile per preservare la buona salute delle gengive così come dei denti. In caso di deterioramento, l'osso peri-radicolare può essere intaccato. La perdita ossea può inoltre derivare da un'infezione localizzata nella mandibola o da un'infezione dentale. Anche una frattura del dente può esserne la causa, così come un'igiene orale trascurata.

I sintomi da sorvegliare

È possibile individuare una perdita ossea attraverso una mobilità dentale aumentata. Questa affezione si manifesta con una perdita di ancoraggio dei denti alla mandibola, poiché l'osso alveolare non sostiene più le radici in modo ottimale. Denti più mobili si spostano allora facilmente, sia al semplice contatto sia durante la masticazione.

Quando la perdita ossea è provocata da una malattia gengivale come la gengivite, il sintomo più eloquente è questa volta il gonfiore della gengiva. Questo gonfiore può, in alcune situazioni, essere accompagnato da dolori gengivali, da una sensibilità marcata o da sanguinamenti. Anche la formazione di una tasca parodontale costituisce un indicatore di perdita ossea.

Se avvertite uno di questi sintomi, non perdete tempo: è indispensabile contattare il vostro odontoiatra a Cannes nel più breve tempo possibile per ricevere un trattamento adeguato prima che il problema peggiori.

I trattamenti che possono essere proposti

Di fronte a una perdita ossea, le opzioni terapeutiche restano relativamente limitate. Nella maggior parte dei casi, bisognerà ricorrere a un innesto osseo. Va condotto un esame preliminare per valutare con precisione lo stato dell'osso e determinare l'intervento da realizzare. L'innesto permette di colmare il deficit di massa ossea a livello della mandibola. Il prelievo si effettua generalmente a partire dall'osso mascellare, il che riduce fortemente i rischi di rigetto.

Grazie all'innesto, il capitale osseo del paziente può essere integralmente ripristinato. Questa tecnica contribuisce a ripristinare il parodonto che sostiene il dente.

È inoltre possibile ricorrere a xenoinnesti, come l'osso demineralizzato di origine bovina (Bio-Oss), o ad alloinnesti (osso di origine umana).